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MA, OGGI, QUALE FAMIGLIA?

di Anna Laura Cugia

Nel mio precedente contributo, ho parlato di “famiglia” e, credo, sia risultato palese che mi riferissi alla tipologia di famiglia alla quale la cultura occidentale, italiana, cristiana, ci ha abituato a pensare: quella composta da un padre, una madre, uno o più figli.

Ecco, prendo l’ultimo vocabolo: “figli”. Oggi, l’espressione più politically correct sarebbe quella di specificare sia il nome al maschile sia il nome al femminile, “figlie”.

Ed ancora, il considerare la sola famiglia quella che prima descrivevo è, oggi, assolutamente politically uncorrect, secondo le attuali variazioni di unione: non solo eterosessuale, ma anche omosessuale; non solo con un coniuge, ma anche con i vari “coniugi” che nel tempo si possono aver…”collezionato” e con i figli e le figlie che dalle nuove relazioni possono essere nati e nate; pertanto, si parla di “famiglie allargate”, nelle quali, peraltro, non si riesce bene ad identificare il grado di relazione con i tanti “coniugi”: la/lo ex moglie/marito, la/il compagna/o o gli/le ex tali, i fidanzati o le fidanzate dei padri e/o delle madri … va bene, si dirà: ma oggi abbiamo capito che “tutto è relativo” e che i rapporti ed i sentimenti, si sa, sono volatili, sono “liquidi”: come la relazione e come la comunicazione ….

Eppure, anche nella Teoria della Relatività qualcosa di costante c’è: la velocità della luce che, teoricamente, ci costringe entro i suoi tempi, per cui, anche il relativismo della Relatività è, invece, determinismo. Per poter superare i limiti della velocità della luce occorre pensare una diversa fisica: la Quantistica per la quale, in soldoni, tutta la fisica sub atomica ha una buona dose di indeterminatezza!

Sebbene ci si affanni da più parti (politiche) a far accettare il termine di famiglia in senso polimorfo, e quindi di parlare di “famiglie” al plurale, vista la ampia varietà di tipologie, sarebbe bene fissare il termine sul nome al singolare: “famiglia”!

Dunque, sebbene la Fisica ci insegni che tutto può essere relativo, l’Essere Umano ha bisogno di considerare alcuni concetti come “punti fissi” nella propria esistenza.

Cantava Franco Battiato: “… cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente …”.

Ma l’Essere Umano cerca costanza nel mutare dei tempi, proprio perché è consapevole della mutazione, del cambiamento e degli esiti della vita.

Cercare continuità e “unicità” sta nella natura umana, proprio perché il corpo umano stesso cambia e deperisce. Perciò, non è per mancanza di consapevolezza dell’incertezza, ma proprio per la riprova della mutabilità Universale che l’Uomo cerca una “costanza” nel suo cosmo di vita.

Pertanto, stante questa necessità e, al contempo, questa consapevolezza, sarebbe il caso di “fissare” pochi concetti per il povero uomo/donna che vive la sua vita.

Uno di questi concetti è la famiglia, che diventa Valore da tramandare, pur nella consapevolezza che, probabilmente, da qui a qualche decennio avrà sembianze tramutate.

Fra pochi decenni, l’Essere Umano migrerà sul Pianeta Marte. Cosa porterà con sé, cosa cercherà di ritenere nella sua mente per poter mantenere le sue radici nel Cosmo, per non perdere la ragione pensando di essere, insieme a pochi altri compagni e compagne di viaggio, il solo nucleo umano su un altro Pianeta che, per quanto analizzato, studiato e conosciuto scientificamente, sarà sempre “alieno”, “altro” da quanto pochi anni prima ha lasciato che, probabilmente, non rivedrà più e che, ancora più probabilmente, non esisterà più.

Cosa rimarrà della Civiltà umana? Cosa porterà con sé l’Uomo per ricordare a se stesso ed ai suoi successori chi è stato e chi sarà? Il suo codice genetico, la differenziazione sessuale, la posizione del Pianeta Natale nel Cosmo … insomma, quello che conteneva la lastra metallica lanciata con la Pioneer 10 ed 11 nel lontano 1972 e 1973?

Infografica delle sonde Pioneer 10 e 11.

Al di là di tutte le possibili combinazioni che la nostra mente e la nostra biologia può creare, abbiamo bisogno di fare riferimento a qualcosa di basilare, a qualcosa di fondamentale, che è all’origine della nostra stessa, caleidoscopica esistenza.

Il senso della famiglia quale nucleo nel quale allevare figli potrà essere uno di quei Valori.

Forse, nelle condizioni di vita extra terrestre che attendono l’Umanità, ci sarà ancor più bisogno di fare riferimento a schemi di vita “antichi”, ma che forse la salveranno dall’alienazione psichica.

In quella situazione, ci sarà necessità di diversificare i patrimoni genetici degli astronauti: le provette di sperma e di ovuli e gli “uteri in affitto”, insieme alle “fecondazioni eterologhe”, oltre che “omologhe” diventeranno una necessità, ancorché temporanea, in attesa che altri pionieri dello spazio giungano nella nuova colonia.

Ma al di là di situazioni limite come quelle che attendono l’Umanità, così come la necessità di individuare i vocaboli per designare quelle nuove forme di relazione parentale, comunque, chi verrà generato, avrà, sempre e comunque, necessità di fare riferimento ad un padre ed una madre. Anche perché, passato il periodo (più o meno lungo) di emergenza, ci sarà necessità di normalizzare la situazione e di ritrovare una nuova “normalità”.

Quale?

Credo che la mente umana possa perdersi nel congetturare cosa potrebbe verificarsi fra qualche lustro; il riferimento a quanto portato con sé nel viaggio sarà il loro salvagente e non mi riferisco

solamente a quanto di materiale possa essere trasportato nell’avventura spaziale, ma, soprattutto, a quel bagaglio immateriale che pesa solamente il peso di un cervello e che può immagazzinare non solo informazioni: anche ricordi, emozioni, usi, costumi, tradizioni, che per molto tempo diventeranno il retroterra culturale dei “Marziani” terrestri.

Ricordo letture fantascientifiche di alcuni dei maggiori scienziati di questa Terra: loro ipotizzavano i futuri “sacerdoti” come  i custodi dell’antico sapere umano; custodi di ologrammi di libri;  custodi delle memorie della Memoria del Genere Umano; custodi di eventi storici, di eroi, di gente comune; insomma, di tutto quanto si è stato su questo Pianeta Terra. Credo che le relazioni familiari siano le prime memorie storiche che dovranno essere ripristinate se l’Umanità, ovunque essa si trovi nel Futuro, possa perpetuarsi e possa evolvere in forme di vita extraterrestre superiori.